Santa Restituta, la più antica chiesa della Valle Roveto.
Al centro della Valle, nella chiesa omonima, è custodita la più antica immagine di
S. Restituta, patrona di Sora e della sua diocesi.
Dopo la caduta dell’Impero Romano, la Valle Roveto, che fino ad allora aveva risentito dei benefici della “pax romana”, dovette subire l’invasione dei più svariati eserciti stranieri. Probabilmente, quell’antico abitante della Valle Roveto, che alla fine del III secolo d.C., nascose un cospicuo numero di monete nell’attuale Santa Restituta (frazione di S. Vincenzo Valle Roveto), lo fece proprio per sottrarle alle invasioni dei barbari: forse si trattava di Pomponio Gratino, magistrato di Antinum (oggi Civita d’Antino).
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Infatti, il luogo nel quale sono state ritrovatele monete è vicino a quello in cui sorgeva la sua villa, ciò è testimoniato dall’iscrizione sepolcrale che questi aveva preparato per sé quando era ancora in vita e che si trova ora nel cimitero accanto alla chiesa.
Purtroppo per lui non potè servirsi del suo piccolo tesoro, visto che le monete sono state rinvenute per puro caso, durante lo scavo della rete fognaria della frazione, nel 1973.
Questa lapide si trova
oggi nel cimitero di S.Restituta (Le Rosce), frazione di S.Vincenzo Valle
Roveto. Fu rinvenuta nel territorio della frazione anzidetta, che fece parte un
tempo certamente dell'agro antinate.
Si tratta di una iscrizione sepolcrale, che Gratino, magistrato di Antino, aveva
preparata per se, ancora vivente.
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Restituta era una ragazza romana, che viveva nella regione di Trastevere (quartiere di Roma) al tempo dell'imperatore Aureliano (270-275 d. C.). Essendo ricca e molto bella, numerosi pretendenti la chiedevano in sposa, offrendole magnifici doni. La fanciulla però voleva conservare la sua illibatezza e preferiva restare chiusa in casa a pregare. Chiedeva al Signore di essere protetta e difesa, ma in sogno le apparve il diavolo, che le predisse la morte per decapitazione. Restituta,scacciato il demonio facendosi il segno della croce, supplicò il Signore. Dio fece allora scendere dal cielo un angelo e la fece trasportare in volo fino a Sora. Qui la fanciulla compì numerosi miracoli, facendo convertire al Cristianesimo una moltitudine di persone. Ben presto la notizia di questi avvenimenti giunse al console di Sora, Agacio, che fece condurre Restituta nel suo palazzo. Colpito dalla sua bellezza, Agacio la chiese in sposa e, avendo ricevuto un netto rifiuto la fece dapprima imprigionare e poi torturare duramente; ma quello che ottenne fu solo la conversione alla fede Cristiana degli stessi torturatori e carcerieri. A questo punto il console condannò a morte Restituta e i suoi seguaci, facendoli decapitare e facendone gettare le teste nel fiume. Il popolo, raccolto il corpo insepolto della martire e trasportatolo in città, lo seppellì in una chiesa che in seguito venne dedicata alla santa. Dopo sette giorni la vergine apparve in sogno ad Amasio, vescovo di Sora, rivelandogli il posto preciso in cui avrebbe ritrovato la sua testa. Accompagnato da una folla di fedeli, Amasio riportò in città il capo della santa e lo riunì al suo corpo. |
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